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Prima di descrivere il progetto vero e proprio, è importante collocarlo nello “spazio” e nel “tempo”, altrimenti risulterebbe difficoltoso capirne l’idea nel suo insieme e gli scopi.

SCONTRONE è situato nell’Appennino Abruzzese, nell’Italia Centro-Meridionale a 1038 s.l.m. Attual-mente i residenti sono circa 600, divisi in due centri:

1) l’antico borgo medievale alle pendici del Monte Greco (Scontrone);
2) la parte a valle situata lungo le rive del fiume Sangro (Villa Scontrone).

Il suo territorio è del tutto privo di qualsiasi forma di inquinamento, infatti da alcuni recenti studi è emerso che si è in presenza di un’aria comparabile a quella dell’Alaska, anche la qualità dell’acqua è molto apprezzabile.

La sua posizione geografica è strategica, perché è posto al centro di importanti realtà turistiche. Esso si trova, infatti, ai confini del PNALM ed è un corridoio ecologico che confina con il Parco Nazionale della Maiella e dista soltanto venti minuti di automobile dai campi da sci di Roccaraso riconosciuti come i migliori dell’Italia Centro Meridionale.

Se pensiamo che la maggior parte dei turisti che vi gravitano provengono da importanti città come Napoli, Roma, Pescara dalle quali s’impiegano al massimo due ore di auto, ne percepiamo subito le grandi potenzialità turistiche.

La sua tradizione storica lo vede come un paese che ha sempre vissuto sulle attività agro-silvo-pastorali, che stanno, a poco a poco, scomparendo, con la conseguente diminuzione di opportunità di lavoro. La tendenza da parte dei giovani, perciò, è quella di andare verso le grandi città contribuendo allo spopolamento delle nostre zone e riducendo di molto anche la possibilità di nuove costruzioni che fino ad ora è stata la più importante risorsa economica della nostra area che conta percentuali molto alte di lavoratori nel settore edile.

Nel conteso fin qui descritto va inserito “AGRITURISMO IN UN PICCOLO MONDO ANTICO”, già accolto dall’Università di L’Aquila, quale partner del progetto Grundtvig 2, per cui inserito in un contesto internazionale del quale fanno parte sei diversi partners europei e del quale l’Austria è capofila. L’idea è quella di:

  1. Recuparare i terreni abbandonati;
  2. Incoraggiare i giovani a rimanere e “vivere” nel proprio territorio;
  3. Richiedere la collaborazione degli anziani per l’isegnamento delle antiche tecniche di coltivazione rivalutando così le loro esperienze e conoscenze;
  4. Recuperare le coltivazioni ed i semi tradizionali;
  5. Collaborare con staff di elevata qualità tecnica e manuale nella coltivazione dei campi;
  6. Recuperare il centro storico e l’antico borgo medievale al fine di creare una ricettività diffusa;
  7. Creare forme di collaborazione con l’Università di L’Aquila, l’Istituto Professionale di Stato per L’Agricoltura e l’Ambiente di Avezzano (sezione distaccata di Castel di Sangro), l’Ufficio Foreste Demaniali di Castel di Sangro, etc.;
  8. Creare quattro differenti forme di piazzamentoi dei prodotti sul mercato:
    a. Orto in affitto;
    b. Vendita diretta;
    c. Uso dei prodotti nelle attività agrituristiche;
    d. Scambo di prodotti con i partners europei già presenti nel progetto.

Inizialmente s’intende, con questo progetto, recuperare i terreni marginali ed incolti, soprattutto di proprietà comunale al fine di creare nuove opportunità occupazionali nella coltivazione di specie locali coltivate tra cereali, ortofrutticole, di frutti minori ed officinali. In questo modo intendiamo tenere vive le attività del villaggio, specialmente impegnando i giovani che tendono ad emigrare cercando nuovi lavori. Principalmente si vuole creare un mercato di prodotti tipici derivanti da coltivazioni biologiche per promuovere un turismo qualificato usando parte del centro storico a fini ricettivi. Lo scopo finale del progetto è quello di ricreare un “Piccolo Mondo Antico”, dove ciascun visitatore possa avere l’opportunità di passare un periodo all’aria aperta, prendere parte alle fasi più importanti delle diverse lavorazioni (semina, coltivazione, trebbiatura, ecc.) e gustarne i prodotti finali. Nel progetto, inoltre, si vogliono includere le attività produttive già esistenti sul territorio, con il doppio vantaggio di arricchire le varietà dei prodotti tipici e qualificarle.

Per riassumere, gli scopi principali del progetto sono:

  1. Creare occupazione;
  2. Utilizzare le persone anziane;
  3. Creare una filiera produttiva;
  4. Ricreare gli antichi mestieri;
  5. Recuperare il centro storico;
  6. Ottenere il marchio di qualità.

Come prima fase, nella prima annualità è prevista la formazione del personale, la preparazione dei terreni abbandonati e la selezione delle specie da coltivare.
Poiché in molti casi i terreni sono abbandonati da decenni e le coltivazioni che s’intendono fare sono esclusivamente biologiche, non si può escludere che la preparazione dei terreni possa richiedere addirittura due stagioni agrarie.

Nel successivo triennio ci si aspetta di portare a regime la coltivazione della maggior parte delle specie indicate. Durante questa fase si prevede di attivare la filiera attraverso la trasformazione locale ed il commercio; il tutto teso all’ottenimento del marchio di qualità. E’ in questa fase che si vorrebbe attivare anche il cosiddetto “Orto in Affitto”, un’iniziativa pensata per promuovere il progetto e per commercializzare i prodotti, garantendo un’importante risorsa finanziaria supplementare.

Entro altri due anni ci si aspetta di raggiungere l’integrazione tra le differenti realtà produttive terminando la fase del recupero del centro storico, al fine di creare ricettività diffusa e concentrandosi maggiormente sulla cura delle infrastrutture e dei servizi quali attrezzature sportive e ricreative, piste ciclabili, percorsi attrezzati, percorsi ecologici e naturalistici. Durante tutte le fasi non bisognerà mai perdere di vista le varie attività culturali che già oggi si sta cercando di promuovere con molti sforzi, ma con ottimi risultati.

Chiunque fosse interessato all'iniziativa può contattarci alla seguente e-mail:

A Scontrone, inoltre, oltre alla naturale bellezza del suo essere un borgo medievale arroccato su un cocuzzolo e molto ben mantenuto nella sua integrità, sono presenti dei reperti storici, culturali, religiosi e naturalistici di notevole importanza:

  1. Reperti di Cervide a cinque corna risalenti al periodo Miocenico;
  2. Murales diffusi in tutte le strade del paese;
  3. Zona S.I.C.;
  4. Presenza di acque solfuree;
  5. Ruderi del Convento di Celestino V Papa, del cui passaggio si ha ormai la certezza storica;
  6. Presenza di sette conventi che costituiscono un circuito;
  7. Presenza di una ex birreria di notevole interesse, che funzionava già nel XIX secolo.

Al fine di rivalutare, di potenziare e di fruire di tutti questi beni, l’Amministrazione Comunale sta lavorando in diverse direzioni:

  1. Saranno appaltati entro la fine del 2003, i lavori per la realizzazione di un sito paleontologico relativo al periodo Miocenico (finanziato dal Patto Territoriale Sangro-Aventino), mentre il relativo Centro Visite (curato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Chieti) è stato inaugurato nell'agosto 2003 ed è possibile visitarlo su prenotazione, ad eccezione dei mesi di luglio ed agosto nei quali è aperto tutti i giorni;
  2. È stato inaugurato nel luglio 2002 il MUSEO INTERNAZIONALE DELLA DONNA NELL’ARTE, a cui hanno partecipato ventitré artiste nel 2002, ventiquattro nel 2003: tutte donne, provenienti da molte parti del mondo (Taiwan, U.S.A., Corea, Giappone, Iraq, Libia, Egitto, Ghana, Inghilterra, Brasile, Argentina, Spagna, ecc.), assicurando la loro presenza nel nostro Comune per tre-quattro giorni, instaurando, quindi, anche scambi culturali. Ognuna di loro ha lasciato in dono un’opera per il Museo. L’esperienza ha destato notevole interesse sia tra le artiste stesse che tra diversi critici e tra i turisti e verrà ripetuta anche nei prossimi anni;
  3. Altri progetti sono stati presentati per la realizzazione di percorsi naturalistici, per lo studio della quantità e della qualità delle acque, per la realizzazione di circuiti che recuperino i conventi per scopi turistici, produzione e trasformazione di erbe officinali etc. Recupero della ex birreria quale centro servizi dell’intero territorio dell’Alto Sangro dove ogni Ente, pubblico o privato possa presentare (vista la sua particolare e strategica posizione) i propri prodotti ed i propri servizi e dove poter costituire un atelier dell’artigianato locale.
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