Dalle poche testimonianze scritte di cui siamo
in possesso, risulta che alla fine del XIX secolo,
a Scontrone risiedevano circa 1.100 persone, c'erano
oltre 1.400 capi de bestiame, si seminavano circa
1.156 tomoli di terreno ogni anno, ma evidentemente
tutto ciò non è stato sufficiente
a far viere dignitosamente, specialmente dopo
la crisi delle due guerre, i suoi abitanti, tanto
che com'è successo in tanti altri paesi,
essi sono stati costretti ad emigrare. Questo
fenomeno ha condizionato fortemente lo sviluppo,
la cultura, la tradizioni del nostro paese, perciò
"l'emigrazione" è stato il tema
ispiratore degli artisti che hanno realizzato
i murales.
Per dare maggior risalto al significato profondo
dell'essere stati emigranti, abbiamo voluto dare
voce alle persone costrette a fuggire dalla propria
terra, nella persona del Sig. Gisberto Melone,
presidente a Chicago degli emigranti abruzzesi:
"Lasciai l'Italia, nel dopoguerra, alla ricerca
di nuove opportunità, ed anche spinto dal
desiderio di esplorare altre parti del mondo.
Da qui ebbe inizio l'avventura della sopravvivenza
in terra nuova e straniera. Partii senza troppi
soldi, non conoscevo la lingua, non conoscevo
la città, il lavoro era diverso e, cercare
di supportare la famiglia era difficile. Ringrazio
tutte le persone che mi hanno lasciato il paese
in quel periodo sono stati supportati, durante
il loro cammino dall'amore per la vita, il desiderio
di progredire, l'onestà la generosità."
Rittrati di Scontrone oggi
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