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Villa Scontrone, fino a poco tempo fa e, comunque nell'opinione comune, dovrebbe avere delle origini molto più giovani rispetto al capoluogo, la sua origine si fa risalire, infatti, a poco più di cento anni fa. Nacque per motivi pratici perché gli agricoltori di Scontrone, possedendo in pianura terreni più comodi da coltivare, cominciarono a costruire le prime "Masserie", dove poter lasciare gli attrezzi e ricoverare gli animali. Poi cominciarono a restarvi anche di notte, fin quando piano piano sono stati costruiti degli insediamenti velocemente trasformati in un vero e proprio agglomerato urbano.

Da una pubblicazione presentata durante l'estate 2003, dal prof. Cercone, peró le origini di Villa Scontrone si fanno risalire addirittura a periodi pre-romani.

Comunque si tratta di un ridente paese immerso nel verde, adagiato sulla pianura formata dallo scorrere del fiume Sangro, armonioso nelle costruzioni, nelle proporzioni, nelle cromaticità, pulito e umanizzato da gente sì di montagna, ma gentile, pronta all'accoglienza ed alla comunicazione. È difficile descrivere le emozioni che un posto con pochi abitanti, lontano dalla cultura cittadina, riesca a dare con le sue cose semplici, con le tradizioni, con la naturalezza con cui ci si pone difronte alle cose ed alle persone. È difficile esprimere la sensazione di benessere che può offrirti respirare un'aria così tersa.

Stanno bene i bambini perché liberi di girare a piedi, in bicicletta, in un ambiente protetto e controllato dove possono fare amicizia con tutti. In estate viene organizzata attività di miniclub, proprio per organizzare i nostri bambini ed offrire a quelli ospiti del paese, la possibilità di integrarsi e conoscere tutti; vengono organizzati, infatti, giochi, attività ludiche, laboratori, balletti, cori etc.

Stanno bene i giovani, perché comunque ben collegati anche con i divertimenti presenti in tutto il territorio, oltre che a trovare, all'interno del paese stesso un ambiente aperto alle nuove amicizie, nello storico "drive-in" (così si chiama il posto dove si ritrovano tutti i ragazzi) si decide e programma cosa fare e dove andare, si parla, si canta, e ci si conosce.

Stanno bene gli anziani perché lontani dalle noie cittadine, tranquilli nelle loro passeggiate, possono uscire di casa e subito trovano qualcuno con cui parlare; per loro l'Amministrazione Comunale organizza alle terme di Popoli, delle sedute per cure termali appropriate ai bisogni di ognuno. Vengono accompagnati con un pullman ogni giorno durante il periodo destinato a questa attività.

Insomma un posto a misura d'uomo, dove ognuno ha il suo spazio, la sua dignità, la possibilità di fare delle attività adeguate alle proprie possibilità ed inclinazioni.

Durante l'estate viene proposto il festival dell'Arte di Strada, con musici, giocolieri, esperimenti teatrali a tema, organizzato insieme ad un mercatino eno-gastronomico di prodotti ed artigianato locale, generalmente; negli stessi giorni vengono proposte mostre, estemporanee etc.

Il Monastero di Celestino V
Della vita di Celestino V si sa quasi tutto, dei suoi passaggi e soggiorni in terra di Abruzzo, sono molte le biografie che lo raccontano; è sempre stato un argomento che ha appassionato molti; da pochi anni, si è riscoperto il passaggio di Celestino V nella zona del Sangro agli inizi della sua vita eremitica.

Molte notizie si sono avute rileggendo Vincenzo Balzano "Vita di un comune del reame", successivamente approfondendo le ricerche storiche molto rare da trovare, in quanto tutte le notizie contenute nei registri parrocchiali sono andate completamente distrutte in seguito agli incendi ed ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, si è avuta la certezza e la conferma del passaggio di Celestino V a Scontrone.

La fonte storica più accreditata è data dalla descrizione biografica di Antonio da Serramonacesca, uno dei confratelli di Frà Pietro Angelerio a Santo Spirito a Maiella, dal pagamento delle Decime alla Curia d'appartenenza, in questo caso a quella di Valva e Sulmona, di cui il Priorato di S. Giovanni D'Acqua Santa con la piccola Chiesa dedicata a S. Giovanni ed alla SS.ma Concezione faceva parte; dalla citazione sulla bolla del Papa di Gregorio X del 22 Marzo 1275 in cui si fa esplicito riferimento al Priorato di S. Giovanni D'Acquasanta di Squintrone, il cui transunto è conservato nell'archivio storico di Montecassino.

D'epoca più recente è il documento relativo ai possedimenti dei Celestini sul territoio del Comune di Scontrone che parla dei ruderi dell'antico convento nonché della piccola chiesa dedicata alla S.S. Concezione e S. Giovanni, in questo luogo detto d'Acquasanta. Tutt'intorno si estendevano i possedimenti dei Celestini, di cui ancora oggi possiamo riconoscere i segni dati dai terrazzamenti in pietra presenti.

Dove si trovano i ruderi, il luogo è caratterizzato dalla presenza di sorgenti di cui una sulfurea, ai piedi della montagna su di un'altura che domina tutta la vallata del Sangro, esposta a sud, un posto incantevole dove si trovano tutti i segni caratteristici dei luoghi Celestiniani.

La storia racconta che Frà Pietro Angelerio partito da Faifoli (IS) diede inizio qui alla propria vita eremitica: partendo, egli ancora non sapeva cosa fare della propria vita, voleva dedicarla al Signore ma non sapeva bene come; cercava una conferma e pare l'avesse trovata proprio percorrendo questi luoghi.

In pieno inverno, fu colto da una bufera di vento e neve, nei pressi di Castel di Sangro, che lo costrinse a rifugiarsi nella Chiesa di S. Nicola dove pregó il Signore e S. Nicola perché lo aiutassero; qui ebbe notizia di un eremita che viveva sulla montagna vicino al paese, verso Scontrone e lasciato Castel di Sangro, si recò sulla montagna di Scontrone per cercarlo invano e lungo il tragitto fu tentato da "due giovani donne o forse il demonio sotto le loro forme procaci, che con modi inverecondi lo invitavano al peccato".

"I suoi vent'anni con tutto l'impeto dell'amore a Cristo, desideroso di serbargli intatta, ad ogni costo, l'anima che Gli aveva consacrato e che ogni giorno voleva render più degna del Suo amore e delle Sue compiacenze, ed il domonio fu vinto".

La prima meta "drammaticamente raggiunta" fu una grotta nella zona di Scontrone, per un saggio di vita solitaria; in questo luogo trovò acqua e fuoco, nutrendosi di due pani e pochi pesci; trascorse in preghiera, avendo visioni celestiali di canti e di profumi, dieci giorni; in questo modo si manifestò l'amore di Dio che gli diede i segni della Sua benevolenza incitandolo così nella sua scelta, vale a dire la vita eremitica.

Egli rimase sempre legato a questo luogo anche dopo la sua partenza, vi fondò infatti nel 1235 il PRIORATO DI S. GIOVANNI D'ACQUASANTA.

Celestino V tornò al suo primo eremo a trovare i suoi confratelli quando, eletto Papa, si stava recando a Napoli; fu accolto con grandi onorificenze dalle popolazioni montane del sangrino insieme al suo seguito costuito di Principi, Cardinali e Re.

Qui Papa Celestino distribuiva benedizioni e ne ricevette dalla popolazione in festa, certamente ricordando il suo passato di anacoreta che ebbe inizio sulle montagne di Scontrone cinquantanove anni prima.

La mattina del 13 Ottobre 1294 prima di partire per una visita al monastero di S. Vincenzo al Volturno, celebrò la messa nella Chiesa di S. Nicola a Castel di Sangro, ebbe ospitalità dai monaci del Priorato di S. Giovanni D'Acquasanta da lui fondato venti anni prima.

I suoi confratelli lo accolsero con gran gioia e festeggiamenti, insieme al suo seguito, nel loro monastero.

Ancora oggi il suo esempio viene accolto con gran dedizione, infatti nel corso dell'anno si svolgono incontri studio sulla sua vita e la sua filosofia, manifestazioni religiose celebrative del Santo Pietro Celestino ai ruderi, ed ancora altre se ne organizzeranno in futuro.

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