Storia

Il sito geografico su cui è posto Scontrone risulta geologicamente interessante per le notizie che offre a partire dal periodo miocenico. Indagini condotte dall’Università di Firenze e dalla Soprintendenza Archeologica di Chieti, hanno portato alla scoperta di resti di fauna diversa da quella finora conosciuta per il Miocene italiano, ma che rivela tuttavia affinità con la fauna pliocenica del Gargano.

Nel periodo sannita e poi romano le vicende del territorio di Scontrone sono strettamente legate a quelle di Aufidena.

Durante i lavori di costruzione della strada che collega Alfedena a Scontrone, nel maggio del 1877, vennero alla luce alla periferia di Alfedena, in contrada Consolino, alcune tombe italiche dotate di ricchi corredi funebri che portarono alla scoperta di una vasta necropoli.

Dopo le guerre sannitiche si registra una progressiva espansione delle popolazioni peligne, alleate dei romani, verso sud e quindi in direzione del corso del Sangro, il quale costituirà in seguito un costante punto di riferimento per le divisioni territoriali che si formeranno a seguito delle invasioni barbariche. In particolare il corso del fiume diventa la linea di confine fra i ducati longobardi di Benevento, cui è ascritta Scontrone, e di Spoleto.

Le incursioni dei Saraceni, particolarmente audaci e cruente durante il X sec., provocano la fuga delle popolazioni, organizzate in insediamenti sparsi denominate ville, verso le alture. Sorgono così castelli e centri fortificati, fenomeno sociale ben messo in evidenza nel Chronichon Vulturnensis.

Le elevate montagne che proteggono il territorio di Scontrone hanno da sempre influito sullo sviluppo dell’economia e della cultura del popolo che lo abitano.

Nel tardo medioevo, nelle immediate vicinanze soggiornò quel Frà Pietro Angelerio che tornò diversi anni dopo, col nome di Papa Celestino V. A Scontrone è praticato il culto a San Michele Arcangelo che sostituisce quello pagano di Ercole.

Con la diffusione del cristianesimo ad Ercole, nel ruolo di divinità prediletta dal mondo pastorale centro-meridionale, subentrò l’Arcangelo Michele. Nella devozione popolare, egli fu rappresentato come un giovane santo-guerriero, uccisore del dragone, cioè debellatore delle forze maligne. In sostanza, dunque, anch’egli un eroe cultuale come l’Ercole precristiano.

La strettissima analogia iconografica che collega le due divinità dimostra come nella religiosità popolare abruzzese il culto di Ercole si sia conservato pressoché intatto, semplicemente subentrando nella nuova cornice rituale cristiana e trasferendo sull’Arcangelo Michele gli attributi propri della divinità precedente, infatti, l’iconografia rimarrà simile.

Durante i terribili anni della seconda guerra mondiale Scontrone e i suoi abitanti si trovano proprio sulla Linea Gustav, la linea del fronte che separava l’esercito tedesco da quello anglo-americano. Scontrone è stato duramente colpito dai terremoti, a partire da quello del 3 novembre 1706 fino al più recente dell’11 maggio 1984, che ha avuto come epicentro l’Alto Sangro ed ha provocato danni ingenti in tutta l’area del Parco Nazionale.

Tuttavia il paese ha saputo guarire subito le ferite causate dall’ultimo sisma ed oggi appare nella sua veste consueta.

Nel periodo sannita e poi romano le vicende del territorio di Scontrone sono strettamente legate a quelle di Aufidena.

Durante i lavori di costruzione della strada che collega Alfedena a Scontrone, nel maggio del 1877, vennero alla luce alla periferia di Alfedena, in contrada Consolino, alcune tombe italiche dotate di ricchi corredi funebri che portarono alla scoperta di una vasta necropoli.

Dopo le guerre sannitiche si registra una progressiva espansione delle popolazioni peligne, alleate dei romani, verso sud e quindi in direzione del corso del Sangro, il quale costituirà in seguito un costante punto di riferimento per le divisioni territoriali che si formeranno a seguito delle invasioni barbariche. In particolare, il corso del fiume diventa la linea di confine fra i ducati longobardi di Benevento, cui è ascritta Scontrone, e di Spoleto.

Le incursioni dei Saraceni, particolarmente audaci e cruente durante il X sec., provocano la fuga delle popolazioni, organizzate in insediamenti sparsi denominate ville, verso le alture. Sorgono così castelli e centri fortificati, fenomeno sociale ben messo in evidenza nel Chronichon Vulturnensis.

Le elevate montagne che proteggono il territorio di Scontrone hanno da sempre influito sullo sviluppo dell’economia e della cultura del popolo che lo abitano.

Nella devozione popolare, egli fu rappresentato come un giovane santo-guerriero, uccisore del dragone, cioè debellatore delle forze maligne. In sostanza, dunque, anch’egli un eroe cultuale come l’Ercole precristiano.

La strettissima analogia iconografica che collega le due divinità dimostra come nella religiosità popolare abruzzese il culto di Ercole si sia conservato pressoché intatto, semplicemente subentrando nella nuova cornice rituale cristiana e trasferendo sull’Arcangelo Michele gli attributi propri della divinità precedente, infatti, l’iconografia rimarrà simile.

Durante i terribili anni della seconda guerra mondiale Scontrone e i suoi abitanti si trovano proprio sulla Linea Gustav, la linea del fronte che separava l’esercito tedesco da quello anglo-americano. Scontrone è stato duramente colpito dai terremoti, a partire da quello del 3 novembre 1706 fino al più recente dell’11 maggio 1984, che ha avuto come epicentro l’Alto Sangro ed ha provocato danni ingenti in tutta l’area del Parco Nazionale. Tuttavia il paese ha saputo guarire subito le ferite causate dall’ultimo sisma ed oggi appare nella sua veste consueta.

 

Il toponimo

L’origine del toponimo, alquanto incerta fino a pochi anni fa, è stata di recente ben messa in luce dall’Istituto di Glottologia dell’Università di Chieti. Si tratta probabilmente di un antroponimo di origine germanica, forse longobarda, dato il culto locale per S. Angelo, indicante possessore del territorio e cioè ex Guinterio, Squinterio con formazione dell’aggettivo prediale Squinteriano ed infine Squintrione.

Secondo queste indagini, l’origine del toponimo Scontrone era stata ricollegata ad un personaggio di origine longobarda, Gunderion, il cui nome si rinviene in documenti relativi al ducato longobardo di Benevento. La consonante esse apposta davanti al nome e corrispondente alla ex latina stava ad indicare secondo tali studi “possedimento” e dunque “territorio di Gunderion”.

Questa ipotesi, basata su fonti storiche e valide leggi fonetiche, è caduta in crisi quando la stampa abruzzese si è occupata delle acque dello Scontrone, una valle trasversale posta fra la funivia del Gran Sasso e l’Albergo di Campo Imperatore, in cui sono presenti sorgenti d’acqua allora minacciate da lavori di scavo. Nell’orografia del luogo lo Scontrone è un territorio frastagliato che sbarra di traverso i canaloni paralleli che scendono dal Gran Sasso. Questa caratteristica ricorda il contrafforte roccioso su cui è adagiata Scontrone e che viene quasi ad interrompere presso Alfedena le creste parallele poste a sinistra ed a destra del corso del Sangro.

Secondo un’altra congettura etmologica il nome “controne” deriva da un termine greco, equivalente di “pietra” o “pietra grossa”. Agli abitanti di Scontrone piace però pensare che il nome derivi da uno scontro avvenuto proprio tra i suoi monti tra Romani e Sanniti, ma non esiste nessun tipo di testimonianza che confermi tale ipotesi.